Non l’ha inventato lui. Lo ha vissuto in ogni libro. Ecco perché l’avrebbe adottato subito.
APPO è:
A – Aspirazione: cosa vuole davvero il protagonista.
P – Problema: cosa glielo impedisce.
P – Progetto: cosa si inventa per farcela.
O – Opportunità: cosa diventa possibile alla fine, per lui e per chi legge.
È la forma di ogni vita che cerca di essere libera. Twain lo sapeva.
A – Aspirazione: il desiderio di andare oltre
Twain non fa mai partire i suoi personaggi da un bisogno piccolo. Parte da un desiderio di sconfinamento. Aristotele lo chiamava orexis.
La sua frase più famosa su questo è di viaggio, ma vale per tutto:
“Travel is fatal to prejudice, bigotry and narrow-mindedness, and many of our people need it sorely on these accounts.” 7598273672638883358
In Tom Sawyer (1876) l’aspirazione è non essere il bravo ragazzo. Twain lo dice subito:
“He was not the Model Boy of the village. He knew the model boy very well though—and loathed him.” 7598273672638883358
Tom non vuole obbedire, vuole avventura. Vuole i pirati, l’isola di Jackson, la libertà.
In Huckleberry Finn (1884) l’aspirazione è ancora più radicale. Huck apre il libro così:
“You don’t know about me without you have read a book by the name of The Adventures of Tom Sawyer; but that ain’t no matter.” 7598273672638883358
Non vuole più essere civilizzato dalla Vedova Douglas. Vuole sparire. La sua aspirazione è esistenziale: non appartenere a nessuno.
In Il Principe e il Povero (1881) l’aspirazione è speculare: il povero Tom Canty vuole vivere nel lusso, il principe Edoardo vuole vivere libero tra la gente. Stesso desiderio di uscire dal proprio destino.
P – Problema: il sistema, non il cattivo
Qui Twain diventa filosofo. Il problema non è mai un uomo. È una contraddizione del mondo, quello che in filosofia si chiama aporia.
La sua citazione più tagliente lo riassume:
“Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to reform (or pause and reflect).”
In Huckleberry Finn il vero problema non è il padre violento di Huck. È la morale del Sud schiavista. Per tutto il libro Huck crede che aiutare Jim a fuggire sia un peccato. Fino alla scena madre della letteratura americana, quando decide:
“All right, then, I’ll go to hell.”
Non è ribellione da ragazzino. È la scelta filosofica di tradire la società per essere fedele alla coscienza. Il problema era la legge ingiusta.
In Tom Sawyer il problema è il conformismo del villaggio di St. Petersburg. Tutti perbene, tutti ipocriti. Tom lo smaschera.
In Un americano alla corte di Re Artù (1889) il problema è ancora più grande: la superstizione, la Chiesa e la monarchia che tengono gli uomini in ginocchio. Hank Morgan, il capo officina del Connecticut catapultato nel 528, capisce che il problema non è Artù, è l’idea che un re valga più di un uomo.
P – Progetto: l’intelligenza che costruisce
Twain era amico delle idee del pragmatismo americano. Per lui un’idea vale solo se funziona. Questa è la praxis. I suoi eroi non contemplano, agiscono.
E qui entra la sua definizione di coraggio, che è la definizione perfetta di Progetto:
“Courage is resistance to fear, mastery of fear-not absence of fear.” 7598273672638883358
In Tom Sawyer il progetto è l’episodio dello steccato. Costretto a imbiancare, Tom non si ribella. Inventa. Convince gli altri ragazzi che imbiancare è un privilegio raro. Si fa pagare per lasciarli lavorare. È il primo progetto di ingegneria sociale della letteratura.
In Huckleberry Finn il progetto è la zattera. Non è un mezzo. È un mondo nuovo. Sul fiume, Huck e Jim creano una società dove non c’è bianco e nero, solo due persone che si proteggono. La zattera è il progetto politico di Twain.
In Un americano alla corte di Re Artù il progetto è folle e meraviglioso: portare la stampa, la polvere da sparo, l’elettricità e la repubblica nel Medioevo. Hank Morgan costruisce fabbriche nascoste e scuole. Vuole modernizzare un’epoca con la tecnica.
In Vita sul Mississippi (1883) il progetto è imparare il fiume. Twain pilota di battelli dice che il Mississippi non si legge, si studia a memoria, miglio per miglio. È il progetto della conoscenza contro il caos.
O – Opportunità: il momento in cui cambi sguardo
I greci chiamavano kairos il momento in cui tutto può cambiare. Twain non chiude mai con un tesoro o un matrimonio. Chiude con una possibilità nuova di guardare il mondo.
La sua visione più amara e più vera dell’uomo è questa:
“Everything human is pathetic. The secret source of humor itself is not joy, but sorrow. There is no humor in Heaven.” 7598273672638883358
Proprio perché tutto è patetico, l’umorismo diventa l’opportunità per vedere la verità.
Alla fine di Huckleberry Finn, Huck scopre che Jim è già libero. Potrebbe tornare, essere adottato, diventare ricco. Invece dice che deve andare verso i Territori, verso Ovest, perché lì non lo hanno ancora civilizzato. L’opportunità non è la ricompensa. È restare libero.
Alla fine de Il Principe e il Povero, i due ragazzi tornano al loro posto, ma non sono più gli stessi. Edoardo, diventato re, regnerà con misericordia perché ha conosciuto la fame. Tom Canty conserverà il ricordo. L’opportunità è una giustizia più umana.
Alla fine di Un americano, Hank Morgan fallisce. La Chiesa schiaccia la sua repubblica. Muore nel suo tempo, ma la sua storia ci lascia un’opportunità: capire che il progresso non è automatico, che la ragione deve sempre combattere.
Twain avrebbe adottato APPO perché APPO non è una tecnica. È la sua filosofia messa in ordine.
Aspirazione, perché l’uomo è desiderio.
Problema, perché il mondo è contraddizione.
Progetto, perché l’uomo si salva solo facendo.
Opportunità, perché alla fine, se hai raccontato bene, chi legge non ha imparato una morale. Ha guadagnato uno sguardo nuovo.
Come diceva lui:
“The history of our race, and each individual’s experience, are sown thick with evidence that a truth is not hard to kill and that a lie told well is immortal.”
Scopri di più da E' utile?
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
