C’è una scena che chiunque lavori nel digitale ha visto ripetersi decine di volte: qualcuno apre un’app di intelligenza artificiale, guarda la casella vuota con scritto “Scrivi qualcosa”, resta bloccato per una manciata di secondi e chiude tutto. Non riapre più.
“APPO Intelligenza Artificiale” di Marco Costanzo — pubblicato su Amazon e raggiungibile a questo link https://link.amazon/B03KlFAMX — parte esattamente da lì. Non è l’ennesimo elenco di app da scaricare (che sarebbe vecchio tra sei mesi), ma un metodo: sei settimane, mezz’ora a settimana, dal telefono, per passare da “non so cosa chiedere” a “so cosa chiedere”. Ecco perché, secondo noi, vale la spesa — e per chi.
Di cosa parla davvero
Il libro applica il metodo APPO (Aspirazione, Problema, Progetto, Opportunità), già sviluppato da Costanzo per la crescita personale e la comunicazione d’impresa, all’uso pratico dell’intelligenza artificiale generativa. La struttura è solida e progressiva:
- Parte I — perché la maggior parte delle persone abbandona l’IA dopo due settimane, e cos’è davvero uno di questi strumenti (l’immagine guida è quella del “Nuovo Assunto”: un collaboratore che ha letto tutto ma non sa nulla di te finché non glielo dici).
- Parte II — i quattro pilastri del metodo applicati alla tecnologia.
- Parte III — il cuore del libro: sei settimane di pratica guidata, una domanda a settimana, con esempi reali, richieste pronte da copiare e schede da compilare.
- Parte IV e appendici — come misurare i risultati, le regole del gioco (AI Act, normativa italiana su deepfake e diritto d’autore) e sessanta istruzioni pronte all’uso.
I punti di forza
Zero tecnicismi, tutto dal telefono. Non un computer, non un abbonamento, non un corso da comprare. È pensato per chi il rapporto con la tecnologia ce l’ha complicato — imprenditori, artigiani, professionisti, persone non più giovanissime — e lo dimostra con casi concreti (l’officina di Antonio, la bolletta di Nunzia, il geometra che impara a leggere capitolati in inglese).
Il metodo RICCO per formulare le richieste è, da solo, il capitolo che vale l’acquisto: Ruolo, Intento, Contesto, Confini, Output. Non è teoria astratta, è una tecnica immediatamente applicabile che trasforma risposte generiche in risultati usabili.
Un intero capitolo dedicato a diffidare dell’IA, non solo a usarla. Il “semaforo a tre colori” per capire quando un’informazione va verificata è probabilmente la parte più utile del libro nel medio termine: insegna a distinguere ciò che la macchina fa bene (trasformare testo che le dai tu) da ciò su cui sbaglia con sicurezza (fatti, numeri, citazioni, norme).
Aggiornato alla normativa reale, non genericamente attuale: cita l’AI Act europeo, la legge italiana 132/2025 su deepfake e diritto d’autore, con riferimenti verificabili in appendice.
Trasparenza dichiarata sull’uso dell’IA in fase di scrittura. Il libro apre con una dichiarazione esplicita su come è stato scritto (impianto umano, stesura dialogata con l’IA, verifica umana integrale delle fonti). È una scelta coerente con il contenuto che insegna, e rara nel settore.
I limiti
Non è per chi già usa l’IA con disinvoltura. Chi scrive prompt complessi da mesi, usa più assistenti in parallelo o lavora già con l’IA in ambito tecnico troverà poco di nuovo nelle prime settimane.
Richiede disciplina, non solo lettura. Il metodo funziona se si seguono davvero le sei settimane con le schede; letto tutto d’un fiato, come lo stesso autore avverte, “divertirà e non cambierà nulla”.
È stato scritto con l’assistenza dell’IA. Per chi ha una diffidenza di principio verso questo, va saputo in anticipo — anche se qui il libro gioca a favore: la trasparenza dichiarata è coerente con il metodo insegnato, non in contraddizione con esso.
A chi serve (e a chi no)
Sì, se sei: un professionista o un piccolo imprenditore che ha già provato l’IA una volta e ha lasciato perdere; qualcuno che deve gestire scrittura, documenti o burocrazia e vuole recuperare tempo reale; chi vuole insegnare l’uso dell’IA a un genitore o a un familiare senza terrorizzarlo o illuderlo.
Probabilmente no, se sei: uno sviluppatore, un power user dell’IA generativa, o cerchi un manuale tecnico su come funzionano i modelli linguistici.
In sintesi
È un libro onesto nelle premesse — non promette scorciatoie né “rivoluzioni” — e concreto nel metodo. La combinazione tra il framework APPO, il metodo RICCO per le richieste e la settimana dedicata interamente alla verifica degli errori lo rende utile tanto a chi parte da zero quanto a chi vuole mettere ordine in un uso già iniziato ma disordinato dell’intelligenza artificiale.
Il libro è disponibile su Amazon https://link.amazon/B03KlFAMX ma se invii un messaggio whatsapp al numero 3404931860 avrai anche in omaggio un’ora di coaching personalizzato.


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