Eredità dell’auto: come intestarla al coniuge e non perdere la classe di merito

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Eredità dell’auto: come intestarla al coniuge superstite senza perdere la classe di merito (e senza spendere soldi inutili)

Quando muore l’intestatario di un’auto, la vedova o il vedovo si trova davanti a due pratiche che sembrano scollegate: il passaggio di proprietà al PRA e l’assicurazione. In realtà sono la stessa cosa, e l’ordine in cui le fai decide se pagherai la RC auto come sempre o se ti ritroverai a ripartire dalla classe 14. Ecco come farle bene, con i tempi giusti e senza un euro di troppo.

Il punto di partenza: cosa succede davvero

Alla morte del proprietario succedono tre cose contemporaneamente, ed è utile tenerle distinte.

1. L’auto entra nell’eredità, ma non nella dichiarazione di successione. Sembra un paradosso e invece è un piccolo regalo del legislatore: l’art. 12, lettera l) del D.Lgs. 346/1990 stabilisce che i veicoli iscritti al PRA non concorrono a formare l’attivo ereditario. Tradotto: l’auto non va indicata nella dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate e non paga imposta di successione. Se un intermediario ti chiede un supplemento di parcella “per inserire l’auto nella successione”, stai pagando qualcosa che non serve.

2. La polizza RC non muore con il contraente. Il contratto non si estingue automaticamente: prosegue e cade in successione insieme al veicolo. Ma “prosegue” non vuol dire “puoi far finta di niente”: la compagnia va avvisata, e finché la posizione non è regolarizzata è prudente non mettersi al volante, perché alcune condizioni contrattuali prevedono un periodo di tolleranza e altre no.

3. Il passaggio al PRA è obbligatorio. L’art. 94 del Codice della Strada impone la trascrizione del trasferimento. Se ti fermano con un documento di circolazione ancora intestato alla persona deceduta, scattano sanzione pecuniaria e ritiro del documento.

Prima di usare l’auto, un secondo di riflessione

Usare o disporre del veicolo del defunto può essere interpretato come accettazione tacita dell’eredità. Se qualcuno dei familiari sta valutando di rinunciare all’eredità (per esempio perché ci sono debiti), fermatevi e parlatene con un professionista prima di toccare l’auto.

La regola d’oro: l’auto deve finire intestata a una persona sola

Qui si gioca tutta la partita del risparmio, e quasi nessuno lo spiega in tempo utile.

Quando muore il proprietario, l’auto cade automaticamente in comunione ereditaria fra tutti gli eredi: il coniuge e, se ci sono, i figli. Se lasci le cose così e intesti il veicolo a tutti quanti, hai risolto il problema burocratico ma hai creato quello economico.

La norma che devi conoscere

Il Provvedimento IVASS n. 72 del 16 aprile 2018, art. 7, comma 2, lettera h), stabilisce che quando la proprietà del veicolo assicurato viene trasferita per successione, la classe di merito CU maturata sul veicolo è attribuita a chi conviveva con il defunto al momento della morte e ha acquisito la proprietà del veicolo a titolo ereditario.

Due conseguenze pratiche, entrambe importanti:

  • Non è un diritto esclusivo del coniuge. Contrariamente a quanto si legge in giro, la classe di merito spetta a chi era convivente, quindi anche a un figlio che risultava nello stesso stato di famiglia alla data del decesso. Il regime patrimoniale — comunione o separazione dei beni — non c’entra nulla.
  • Chi non conviveva resta fuori. Un figlio che vive altrove non porta con sé la classe del genitore: al suo nome il contratto ripartirebbe dalla classe di ingresso, salvo poter usare la RC familiare (art. 134, comma 4-bis del Codice delle Assicurazioni) su un’altra auto di casa sua.

Se dunque il veicolo resta cointestato fra il coniuge convivente e figli non conviventi, la compagnia si trova davanti una proprietà “mista” e la conservazione della classe diventa problematica. La soluzione pulita è una sola: far arrivare l’auto al solo coniuge superstite, con un’unica intestazione.

Il bonus poco conosciuto

La stessa lettera h) prevede una seconda possibilità: se l’erede convivente (o un suo familiare convivente) è già proprietario di un altro veicolo assicurato, l’auto ereditata può fruire della classe CU del veicolo già posseduto. Su richiesta del contraente, la compagnia è tenuta ad assegnare la nuova classe. Quindi se la classe del defunto era peggiore della tua, non sei obbligato a subirla: chiedi la migliore delle due.

I tre passi, nell’ordine giusto

  1. Avvisa subito la compagnia assicurativa Bastano una telefonata all’agenzia e poi una comunicazione scritta (mail o PEC) con il certificato di morte o un’autocertificazione. Chiedi espressamente due cose: se il contratto prevede un periodo di tolleranza e quale procedura vogliono per la voltura. Quando farlo: entro pochi giorni dal decesso, prima di qualsiasi altra pratica.
  2. Accettazione di eredità e trascrizione al PRA Si prenota un appuntamento allo sportello PRA (o presso un’Unità Territoriale ACI) e si trascrive il passaggio di proprietà “mortis causa”. Quando farlo: la richiesta va presentata entro 60 giorni dalla data di autentica della firma sull’accettazione di eredità.
  3. Voltura della polizza a nome del coniuge Con il nuovo documento di circolazione in mano, torni in agenzia e completi il passaggio del contratto: o come voltura del contraente, o come nuovo contratto al quale viene assegnata la classe CU conservata. Quando farlo: subito dopo il PRA, senza lasciare buchi di copertura.

Cosa portare allo sportello PRA

Nel caso più semplice — unico erede che vuole intestarsi il veicolo — serve:

  • numero di targa del veicolo;
  • documento d’identità in corso di validità dell’erede;
  • tessera sanitaria o del codice fiscale (non necessaria se si ha la CIE in corso di validità);
  • dichiarazione sostitutiva che attesta lo status di erede (il modulo si scarica dal sito ACI);
  • carta di circolazione o Documento Unico del veicolo; in caso di indisponibilità, la denuncia di smarrimento o furto;
  • certificato di proprietà, cartaceo o digitale, se il veicolo non ha ancora il Documento Unico;
  • il testamento in copia conforme o estratto notarile, se la successione è testamentaria.

Se gli eredi sono più di uno e vogliono cointestarsi il veicolo per poi trasferirlo subito al coniuge, servono i documenti d’identità e i codici fiscali di tutti, più la scrittura privata a favore dell’erede designato. Se qualcuno non può presentarsi, è necessaria una procura notarile o una procura amministrativa.

La mossa che ti fa risparmiare il notaio

L’atto di accettazione di eredità può essere redatto, sottoscritto e autenticato direttamente dall’ufficio PRA. Non serve andare da un notaio, e c’è un vantaggio in più: se la firma viene autenticata allo Sportello Telematico dell’Automobilista, la trascrizione avviene contestualmente. Nessun rischio di sforare i 60 giorni, nessuna doppia trafila, nessuna parcella.

Quanto costa davvero

Voci di costo della pratica di successione al PRA VoceImporto Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT)Variabile: dipende dal tipo di veicolo, dai kW e dalla provincia di residenza Emolumenti ACI27,00 € Diritti Motorizzazione10,20 € Imposta di bollo (atto e modulistica)Variabile

La voce che pesa è la prima. L’IPT si calcola sulla potenza del veicolo e le province possono maggiorare l’importo ministeriale fino al 30%. Allo sportello PRA si paga solo con moneta elettronica, carte di credito escluse.

Le tre leve per pagare meno

Leva 1 — Presenta le due formalità nello stesso momento. Se gli eredi sono più di uno, il percorso corretto è: accettazione a favore di tutti gli eredi e contestuale vendita a favore del coniuge. Sono due pratiche, ma vanno presentate insieme. Molte province premiano proprio la contestualità, e presentarle in giorni diversi fa perdere l’agevolazione.

Leva 2 — Chiedi quali agevolazioni IPT ha deliberato la tua provincia. Il quadro è molto frammentato e vale la pena informarsi prima di andare allo sportello. Qualche esempio: Lucca e Arezzo applicano una riduzione al 10%; un gruppo ampio di province (fra cui Aosta, Belluno, Cagliari, Foggia, Padova, Parma, Pescara, Ravenna, Rimini, Verona e Vicenza) riduce al 90% la prima trascrizione e al 10% la seconda; Ancona, Cosenza, Grosseto, Prato e Trento fanno pagare l’IPT solo sull’ultima formalità; Milano, Torino, Bari, Catania, Perugia, Varese e altre applicano l’IPT in misura fissa. Roma e Firenze applicano la tariffa ministeriale senza maggiorazione. Una telefonata all’Unità Territoriale ACI della tua provincia può valere qualche centinaio di euro.

Leva 3 — Non sforare i 60 giorni. Il ritardo si paga con una sanzione ordinariamente pari al 30% dell’IPT dovuta, più gli interessi legali. È il modo più stupido di buttare via soldi in una vicenda già dolorosa.

La parte assicurativa, in concreto

Cosa consegnare alla compagnia

  • certificato di morte o autocertificazione del decesso;
  • stato di famiglia storico riferito alla data del decesso: è il documento che prova la convivenza, ed è il pezzo di carta da cui dipende la classe di merito. Chiedilo al Comune o autocertificalo;
  • il nuovo documento di circolazione intestato al coniuge;
  • l’attestato di rischio, che comunque la compagnia trova nella Banca Dati Attestati di Rischio.

Voltura o nuovo contratto?

Dipende dalla compagnia. Alcune fanno una semplice appendice di variazione del contraente/proprietario, senza costi. Altre chiudono il contratto e ne aprono uno nuovo, rimborsando il rateo di premio non goduto e assegnando la classe CU conservata. Il risultato economico dovrebbe essere lo stesso: se non lo è, chiedi spiegazioni scritte.

Occhio alla differenza fra classe interna e classe CU

Una compagnia può concederti “di cortesia” una classe interna vantaggiosa. Fa piacere, ma vale solo dentro quella compagnia: il giorno in cui cambi assicuratore, quello che conta è la classe CU che risulta dall’attestato di rischio. Prima di firmare, chiedi sempre quale classe CU verrà assegnata al contratto.

Se la compagnia dice di no

Cita il Provvedimento IVASS 72/2018, art. 7, comma 2, lettera h), e allega lo stato di famiglia storico. Se il rifiuto persiste, presenta un reclamo scritto alla compagnia: ha 45 giorni per rispondere. Trascorsi i quali, o in caso di risposta insoddisfacente, puoi rivolgerti all’IVASS. Non costa nulla e funziona più spesso di quanto si creda.

Sei errori che costano cari

  • Disdire subito la polizza. È l’istinto più comune ed è quello sbagliato: la copertura può essere trasferita, la disdetta chiude la partita e ti obbliga a ripartire da zero.
  • Lasciare l’auto cointestata a tutti gli eredi. Risolvi il PRA e complichi l’assicurazione. Se qualcuno degli eredi non era convivente, la classe è a rischio.
  • Presentare le due formalità in giorni diversi. Dove la provincia prevede agevolazioni sulla contestualità, la perdi.
  • Andare dal notaio per l’accettazione di eredità. Nella grande maggioranza dei casi lo sportello PRA fa tutto, gratuitamente quanto all’autentica.
  • Superare i 60 giorni. Sanzione del 30% sull’IPT più interessi.
  • Dimenticare il bollo auto. La tassa automobilistica resta dovuta alle scadenze ordinarie, indipendentemente dalla successione in corso.

Domande frequenti

Posso guidare l’auto prima di aver fatto il passaggio?

Tecnicamente il contratto RC è ancora in vita e il veicolo risulta assicurato, ma la posizione è irregolare sotto il profilo del Codice della Strada e alcune compagnie non prevedono alcun periodo di tolleranza. La risposta prudente è: solo dopo aver avvisato la compagnia e aver avuto conferma scritta della copertura, e comunque per il tempo strettamente necessario a completare le pratiche. Mio marito e io eravamo in separazione dei beni. Cambia qualcosa?

No. Il regime patrimoniale non ha alcun rilievo ai fini della conservazione della classe di merito. Quello che conta è la convivenza risultante dallo stato di famiglia alla data del decesso e l’acquisto della proprietà a titolo ereditario. Eravamo conviventi ma non sposati. Ho gli stessi diritti?

Sul fronte assicurativo la norma parla di conviventi, quindi sì, purché tu risulti erede del veicolo. Il punto delicato è a monte: la convivenza di fatto non attribuisce automaticamente la qualità di erede legittimo, a differenza del matrimonio o dell’unione civile. Senza testamento, quella è la questione da chiarire per prima. Non voglio tenere l’auto, voglio venderla. Devo comunque intestarmela?

Puoi evitare il doppio costo: gli eredi possono accettare l’eredità e trasferire contestualmente la proprietà a un acquirente terzo, presentando le due formalità insieme allo sportello PRA. Attenzione però: molte agevolazioni provinciali sull’IPT valgono solo per il trasferimento fra eredi e non si applicano alla vendita a terzi. Il coniuge superstite non ha la patente. Ha senso intestargli l’auto?

La proprietà del veicolo e l’abilitazione alla guida sono due cose distinte: si può essere proprietari senza patente. E dal punto di vista assicurativo l’intestazione al coniuge convivente resta la strada che conserva la classe di merito, indicando poi in polizza il conducente abituale. Se invece l’auto verrà usata stabilmente da un figlio non convivente, conviene fare due conti prima di decidere.

La checklist da stampare

  • Recuperare il documento di circolazione e il certificato di proprietà del veicolo
  • Chiedere al Comune lo stato di famiglia storico alla data del decesso
  • Telefonare all’agenzia assicurativa e mandare comunicazione scritta del decesso
  • Verificare con l’ACI di zona le agevolazioni IPT deliberate dalla propria provincia
  • Prenotare l’appuntamento allo sportello PRA
  • Portare tutti gli eredi allo sportello e presentare le due formalità contestualmente
  • Ritirare il Documento Unico intestato al coniuge
  • Tornare in agenzia e completare la voltura, chiedendo per iscritto la classe CU assegnata
  • Segnare in agenda la scadenza del bollo auto

In due righe

Il risparmio, in questa vicenda, non nasce da un trucco: nasce dall’ordine delle cose. Avvisi la compagnia prima di tutto, porti l’auto a un’unica intestazione, presenti le pratiche insieme entro i sessanta giorni e chiedi per iscritto la classe di merito che ti spetta. Fatto così, il passaggio costa poche decine di euro più l’imposta provinciale, e la RC auto continua a costare quanto costava prima.

Questo articolo ha finalità informative generali e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Costi, agevolazioni provinciali e prassi delle compagnie possono variare: prima di procedere, verifica sempre presso l’Unità Territoriale ACI della tua provincia e presso la tua compagnia assicurativa. Fonti principali: ACI — scheda “Eredità: passaggio di proprietà per successione” e “Agevolazioni IPT”; Provvedimento IVASS n. 72/2018; D.Lgs. 346/1990, art. 12; D.Lgs. 285/1992, art. 94.


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