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Crea un punto di ritorno
La preparazione impedisce che una prova di velocità diventi una migrazione improvvisata. Devi sapere che cosa possiedi, quali accessi controlli e come tornare indietro. Il sito pubblico continua a funzionare normalmente durante questa fase. Prenditi il tempo necessario: non c’è alcun vantaggio nel velocizzare un sito perdendo la possibilità di aggiornarlo o recuperarlo.
Crea sul computer una cartella “Progetto sito statico” e separa documentazione, copie originali, esportazioni e test. Usa nomi con date, come “2026-11-02-prima-prova”. Evita “finale-nuovo-vero”, che diventa incomprensibile dopo qualche tentativo. Mantieni una copia originale intatta e lavora su un duplicato quando sperimenti modifiche suggerite dall’intelligenza artificiale.
Scrivi dominio pubblico, indirizzo della bacheca, hosting, gestore DNS e persone autorizzate ad accedere. Non inserire password nel documento o nei prompt. Le credenziali restano nel gestore di password. Verifica anche di poter ricevere i messaggi necessari per accedere agli account: un secondo fattore configurato su un vecchio telefono può bloccare il lavoro.
Passo 3: salva contenuti e configurazione
In WordPress.com apri Strumenti, Esporta, seleziona tutti i contenuti e scarica il file. La guida ufficiale sull’esportazione chiarisce che il formato XML contiene testi e riferimenti ai media, non una copia completa di immagini, tema e plugin. Non equivale quindi a un backup integrale immediatamente ripristinabile.
Salva separatamente i media e, dove disponibile, un backup completo. Annota tema, plugin, menu e personalizzazioni. Conserva schermate delle impostazioni importanti. Apri almeno gli archivi scaricati e controlla che non siano vuoti. Se hai un ambiente di prova, verifica lì il ripristino; altrimenti chiedi al supporto quale procedura sia prevista dal tuo servizio.
Se importerai immagini da un sito pubblico, mantieni accessibile l’origine durante il trasferimento. Per materiale riservato scegli una migrazione autenticata: non pubblicarlo per comodità. Una copia statica destinata al pubblico deve contenere soltanto informazioni pubblicabili. Le pagine protette e i dati degli utenti non appartengono automaticamente all’esportazione.
Un backup utile risponde a tre domande: cosa contiene, a quale data risale e come si ripristina. Se non sai rispondere, chiariscilo prima di proseguire. Non è sufficiente possedere un file ZIP con un nome rassicurante: potrebbe contenere soltanto fotografie oppure soltanto una versione del sito destinata alla lettura.
Passo 4: scegli le pagine da controllare
Apri il sito in una finestra privata. Copia gli indirizzi della home, dei contatti, di una categoria, di un articolo recente, di uno vecchio e di una pagina con molte immagini. Aggiungi download e pagine che generano richieste. Una sitemap aiuta, ma non sostituisce questa verifica: alcune pagine utili possono essere escluse dall’indicizzazione.
Per ciascun indirizzo prepara una scheda con funzione, contenuto atteso e azione da provare. Per i contatti scrivi “inviare un messaggio e riceverlo”, non “il modulo si vede”. Per un PDF scrivi “scaricarlo e aprirlo”. Questo semplice accorgimento distingue un controllo reale da una rapida occhiata all’aspetto grafico.
Passo 5: misura il punto di partenza
Apri PageSpeed Insights, incolla un indirizzo e avvia l’analisi. Salva risultati mobile e desktop per alcune pagine rappresentative. Annota data e condizioni. Esegui tre prove comparabili e considera il valore centrale, registrando le oscillazioni: è un modo pratico per non costruire una conclusione su un risultato fortunato.
I Core Web Vitals considerano buoni LCP entro 2,5 secondi, INP entro 200 millisecondi e CLS entro 0,1, al settantacinquesimo percentile delle visite. Sono misure di caricamento principale, risposta alle interazioni e stabilità visiva. I dati reali potrebbero mancare su siti piccoli. Una singola scansione Lighthouse non misura l’INP dei visitatori; il TBT di laboratorio è un indicatore diverso.
Non inseguire soltanto il punteggio cento. Chiediti se il testo appare presto, se il menu risponde e se pulsanti e immagini saltano mentre provi a usarli. Una pagina veloce ma illeggibile non è migliorata. Conserva anche una schermata del risultato visivo, così potrai riconoscere regressioni nel confronto successivo.
Usa l’IA per interpretare, non per indovinare
Prompt: “Questi sono i risultati della stessa pagina: [dati]. Individua tre problemi prioritari. Per ciascuno indica se riguarda server, immagini, CSS, JavaScript o servizi esterni. Distingui dati reali e laboratorio. Proponi una verifica concreta prima di suggerire modifiche. Non promettere percentuali di miglioramento che non possiamo misurare”.
Se ricevi una lista di dieci plugin, chiedi quale problema risolverebbe ciascuno. Aggiungere strumenti senza diagnosi complica il lavoro. Al termine di questo capitolo devi avere copie recuperabili, accessi verificati, pagine campione e misurazioni iniziali. Sono le basi per capire se la conversione avrà davvero prodotto un vantaggio.
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